Emergenza Medica

La Pubblica Assistenza svolge in convenzione con la ASL5 di Pisa un servizio critico di estrema importanza per la pololazione garantendo l'attività di un punto PET (Punto di Emergenza Territoriale) 24 ore su 24, 365 giorni l'anno, che porta a svolgere oltre 2900 servizi di emergenza con medico a bordo in un anno. Il servizio è svolto da volontari formati in base alla legge Regionale 25/2001.

Il servizio viene garantito con la massima professionalità dovuta anche dalla presenza di un Medico inviato dal 118.
Inoltre quest'anno è stato rinnovato il mezzo di soccorso (foto) per garantire sempre di più l'affidabilità del nostro pronto intervento.

Il 118 è il numero dell'emergenza/urgenza sanitaria; dietro questo numero opera una complessa organizzazione formata da medici, infermieri e volontari per rispondere ai bisogni urgenti dei cittadini.

Il 118 deve essere attivato solo per situazioni che rientrano nel campo dell'emergenza/urgenza (quindi incidenti stradali, gravi traumatismi, infortuni sul lavoro, patologie acute quali infarti del miocardio, gravi difficoltà respiratorie, ictus cerebrali, etc.) e non per problematiche che possono essere risolte, anche in tempi sensibilmente più lunghi, dal medico di famiglia o da quello della continuità assistenziale (guardia medica).

Attivare il 118 per situazioni non pertinenti, significa impegnare il sistema, che non ha e non può avere risorse illimitate, a discapito di chi, in quello stesso momento, può avere una reale necessità.
La chiamata, che è gratuita e si può effettuare anche senza monete o carta telefonica, viene registrata così come previsto dalle normative vigenti.
L'operatore che risponde è un professionista specificatamente preparato per il compito che deve svolgere. Porrà una serie di domande alle quali il chiamante è tenuto a rispondere, con lo scopo di annotare nome e cognome di colui che necessita di soccorso, indirizzo preciso, numero di telefono e capire la gravità della situazione per attivare la risposta più adeguata. Sono poche, semplici domande (es. respira?, come respira?, è cosciente?, ha dolore?, ecc.) ma essenziali per garantire l'intervento più corretto per quella specifica situazione.

Nell'attesa dei soccorsi colui che chiama non deve riagganciare: è possibile ricevere consigli che possono risultare decisivi per la persona bisognosa di aiuto. Chi chiama è, in quel momento, l'occhio della centrale operativa 118, ed ogni sua indicazione può risultare utile per il servizio (es., attivando anche altri soccorsi quali: Vigili del Fuoco, Forze di polizia, Capitaneria di Porto - Guardia Costiera ed in situazioni particolari il Soccorso Alpino).

Ultimo aggiornamento (Mercoledì 27 Ottobre 2010 10:31)

 
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